I MOSAICI DI RAVENNA, UNA VISITA LOW COST

 

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L’itinerario a Ravenna comprende 5 tappe:

santappollinareLa prima è una visita alla Basilica di Sant'Apollinare in Classe (RA), per ammirare uno degli 8 monumenti UNESCO della città, anticamente fulcro della vita monastica.
La basilica  rivela tutto il suo fascino solo una volta che si è varcato l'ingresso: ci accoglie con un'architettura a tre navate, di cui quella centrale è il doppio delle due laterali, separate da due file di dodici colonne in marmo greco. Questo capolavoro architettonico è dal 1996 parte della World Heritage List.
Il nostro  sguardo è subito catturato dall'abside, interamente rivestito da mosaici realizzati con vetri colorati, tessere oro e argento, madreperle.
A sua volta l'abside è incorniciata da un grande arco trionfale con al centro Cristo benedicente, affiancato dai simboli degli evangelisti. Nella fascia inferiore 12 agnelli escono dalle sfavillanti città celesti di Betlemme e Gerusalemme e si dirigono verso Sant’Apollinare in posizione orante.
Il simbolismo di questo mosaico è tipico dell’arte bizantino-ravennate del IV sec. ed è frutto del pensiero politico-religioso dell’epoca. La basilica fu dedicata a Sant'Apollinare, primo vescovo di Ravenna, oggi patrono della città.

Seconda tappa al Museo Nazionale che conserva molti materiali provenienti dagli scavi effettuati a Classe. Da non perdere la Sala di Porta Aurea e una magnifica FIAT 500 interamente rivestita a mosaico da Felice Nittolo, esponente dell’arte contemporanea famoso in tutto il mondo.
Al II piano, un intero lato della “sala della sinopia” è occupato da un disegno preparatorio in terra rossa, che è stata ritrovato nel semicatino destro dell'abside di Sant’Apollinare in Classe (RA), a seguito dello strappo del mosaico esistente. Dopo l'operazione di recupero, resa complessa dal fatto che il disegno non era tracciato sull'intonaco ma direttamente sui mattoni, la sinopia è stata trasferita su una struttura in profilato di alluminio, ricoperta con resine epossidiche e lana di vetro, che riproduce l'arco di cerchio relativo alla posizione del ritrovamento. Uno dei motivi di particolare interesse del disegno è il fatto che si riferisce ad un motivo mai realizzato: una fascia decorativa con coppie di pavoni affrontati intercalati con cesti di fiori e racemi che riproducono il motivo simbolico dell'albero della vita. Il cambiamento di programma iconografico che ha portato alla scelta della nota raffigurazione di S. Apollinare orante in mezzo al suo gregge, fu forse dovuto all'arrivo a Ravenna del nuovo vescovo, Massimiano, che consacrò la Basilica di Sant'Apollinare in Classe nel 549. Sotto la sinopia sono esposti tre frammenti di mosaico restaurati in modo da permettere la lettura dei motivi decorativi.

domusDal Museo Nazionale si prosegue verso la Domus dei Tappeti di Pietra, che dista soli 100 metri dal Museo Nazionale, accessibile gratuitamente con la Romagna Visit Card. E’ uno tra i siti archeologici più importanti in Italia scoperti negli ultimi decenni, ha riportato alla luce un complesso di strutture edilizie sovrapposte, databili dall’età romana repubblicana al periodo bizantino.
Le quattordici pavimentazioni musive sono decorate con elementi geometrici, vegetali e figurativi, per una superficie complessiva di 700 m². Fra i maggiori si ricordano il cosiddetto Buon Pastore, differente dalla classica iconografia cristiana, e la Danza dei Geni delle stagioni, rarissimo caso di geni danzanti in cerchio.

Atro sito imperdibile è TAMO, il Museo del Mosaico in via Rondinelli 2 per sentire parlare di tecniche e strumenti, di materiali e calchi, di luce, di tessere. Esposte le bellissime tessere dell’ottocentesca fornace Angelo Orsoni di Venezia, con una gamma di più di 2800 colori diversi di paste vitree e di tessere a foglia d’oro, uno splendore! 

Infine la Cripta Rasponi e Giardini Pensili, nascosti all’interno del Palazzo della Provincia.
La cripta si compone di tre vani: quello di accesso s'innesta alla base di una torretta neogotica; in un vano si nota una bella palla di pietra con l'iscrizione SIC VITA PENDET AB ALTO; il presbiterio è destinato ad accogliere un piccolo altare per le funzioni religiose. La parte più significativa della cripta è costituita dal pavimento a mosaico, costituito dall'assemblaggio di diversi frammenti disposti in maniera casuale.
Il pavimento proviene da Classe, probabilmente dalla chiesa di San Severo (VI secolo) e presenta motivi ornamentali e figure di animali – galline, anatre, oche, teste di ariete e serpenti – colti in atteggiamenti spontanei e vivacizzati dall'uso di smalti che ne esaltano la ricchezza cromatica.
Il giardino, arricchito da una bella fontana, ospita al centro una torre neogotica ed è composto anche da una parte pensile. Uscendo dalla cripta si sale la scala fino al belvedere in vista della Piazza San Francesco. Si tratta di un giardino pensile dal quale si può passare al contiguo terrazzo sopra il voltone, costruito nel 1839, che serviva a collegare il Palazzo Rasponi alle scuderie e ai magazzini.