Mostra “Sacro e Profano. Le Arti tra ‘500 e ‘600”

ingresso ridotto

“SACRO E PROFANO – Le Arti tra ’500 e ’600”
Dal 10 marzo al 17 giugno 2018 al Padiglione delle Feste di Castrocaro Terme

In mostra grafiche, pitture e oreficerie sacre

In esposizione una quarantina di opere tra grafiche, pitture e oreficerie sacre provenienti da collezioni private mai state accessibili al pubblico. Un percorso espositivo che testimonia quella continua tensione tra il Divino e il Terreno che imperniò la vita politica, sociale, culturale e artistica nell’Europa a cavallo dei due secoli. Esposte, fra le altre, opere di Guido Reni, Agostino Carracci, Rembrandt, Van Dyck, Francesco Albani, Hendrick Aerts, Giovan Battista Crespi e un’Annunciazione, realizzata a cavallo dei due secoli, appositamente restaurata in occasione di questa mostra.


La mostra consolida, ancora una volta, la stretta relazione al tema della grande esposizione in corso ai Musei di San Domenico di Forlì, quest’anno dedicata a “L’Eterno e il Tempo, tra Michelangelo a Caravaggio”. Il progetto espositivo a Castrocaro, avviato sei anni fa nel suggestivo edificio Decò per volontà di Beatrice Sansavini, responsabile attività culturali, e curato dalla professoressa Paola Babini, vede dunque quest’anno protagonista un periodo molto particolare della Storia - XVI e XVII secolo - caratterizzato da contrapposizioni politiche, religiose e quindi artistiche. Un periodo ricco di humus culturale, di grande travaglio e ricerca, colmo di contraddizioni, che alleva nel vivo della magia naturale anche la sua ragione scientifica. Un periodo dove l’arte è uno straordinario strumento di comunicazione, al di là degli strati sociali, e le immagini assumono grande importanza, diventando strumenti per indottrinare il popolo.
Se la prima metà del ‘500 si apre con l’insegnamento di tre grandi artisti del Rinascimento maturo - Leonardo, Michelangelo e Raffaello - nel ’600, per opera di una feconda generazione di artisti dotata di eccezionale energia e di “un’eretica libertà mentale”, accanto al barocco nasce la meditazione antimanieristica dei Carracci e la rivoluzione del Caravaggio. È proprio con quest’ultimo che si fa strada uno spirito profano, tutto nuovo: “la verità di Natura”.
Il titolo “Sacro e Profano” intende dunque evidenziare la lotta continua, non solo in campo artistico, che si avverte in questi due secoli tra il Divino e il Terreno.

Scopo dell’esposizione è dare spazio, oltre ai supporti “maggiori” più classici come la tela, anche a quelle arti considerate “minori” quali l’argenteria sacra (ostensori, pissidi, croci) e le grafiche (acquaforte, bulino, ecc.), tra cui spiccano autori come Guido Reni (“La Madonna con Bambino e San Giovannino”), Agostino Carracci (“Andromeda”), Rembrandt (“Il Trionfo di Mordecai”), Van Dyck (“Ecce Homo””). Le opere di Jacques Callot (1592-1635) testimoniano l’importanza della stampa, per secoli usata per riprodurre le opere d’arte e farle conoscere al grande pubblico, e che ora illustrano – come gli scatti dei “paparazzi”- i principali avvenimenti dell’epoca.
All’interno dell’esposizione un confronto di opere è dedicato a San Girolamo, figura straordinaria e poliedrica nel campo della cultura cristiana. Egli è raffigurato come un anziano penitente nel deserto oppure solenne nel suo studiolo ad attendere alla meditazione delle Sacre Scritture di cui è stato infaticabile e appassionato traduttore.
Di singolare bellezza è la tela rappresentante Lucrezia, la giovane che nella Roma del 510 d.C. si trafisse il petto con un coltello per dimostrare amore e fedeltà al marito Collatino dopo essere stata abusata sessualmente da Sesto Tarquinio; un soggetto che Guido Reni ha rilanciato e che Guido Cagnacci in Romagna ha reso ancor più seducente. Il dipinto mostra una Lucrezia lontana dalla delicatezza adolescenziale, con un seno gonfio, esposta con un gesto forte e forma sessualmente scoperta.
Di Francesco Albani è invece il bellissimo quadro “Riposo durante la Fuga in Egitto”, esempio di come la natura venga concepita a misura dei personaggi biblici.
Oltre ai temi canonici della Controriforma (martiri, santi, sacre narrazioni), ecco poi lo spirito fortemente profano nel dipinto (olio su rame) dell’artista belga Hendrick Aerts, che diventerà modello per molti incisori del tempo.
Fra le opere esposte al Padiglione delle Feste di Castrocaro, tra cui quelle di Giovan Battista Crespi, Girolamo Troppa e due piccole opere di cerchia Bassanesca, è da segnalare l’Annunciazione con Santi Sebastiano, Arcangelo Michele e Giovanni Battista, gentilmente concessa dal Museo Dicesano di Faenza-Modigliana, e qui esposta per la prima volta dopo il restauro di una grossa bruciatura realizzato nel laboratorio di Camillo Tarozzi proprio in occasione di questa mostra.

“Sacro e Profano – Le Arti tra ‘500 e ‘600” è interamente finanziata da Longlife Formula Srl e da GVM Care&Research Spa e gode del patrocinio di IBC Emilia Romagna, Comune di Forlì, Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì, Provincia di Forlì Cesena, Comune di Castrocaro e Terra del Sole.

Le opere esposte provengono quasi interamente da collezioni private, dal Museo-Pinacoteca Diocesano di Imola e dal Museo Diocesano di Faenza-Modigliana.

Indirizzo

  • Indirizzo: Via Marconi, 32/a
  • Città: Castrocaro Terme

Contatti

  • Tel: infoline 892.101